Scorta per Roberto Saviano
Scorta per Roberto Saviano
Legambiente: “Solidarietà e sostegno allo scrittore di Gomorra”
“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Roberto Saviano, vittima di un attacco becero e inopportuno. Gli siamo grati per quanto ha fatto e continua a fare, per aver sacrificato la sua vita, una vita normale alla lotta alle ecomafie”.
Così Legambiente ha espresso il suo sostegno all’ autore di Gomorra, in seguito alle dichiarazioni del capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, che ha messo in dubbio la reale necessità dell’assegnazione della scorta per Saviano.
“Legambiente ha avuto modo di verificare l’importanza del lavoro di Saviano per combattere la camorra e far crescere nell’opinione pubblica lo sdegno nei confronti della mafia – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente. Esprimiamo, pertanto, a lui tutto il nostro sostegno e affetto, affinché non sia lasciato solo nella denuncia quotidiana della criminalità organizzata”.
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Caso Ilaria Alpi: si scavi in Somalia
Legambiente al governo: scavare sotto l’asfalto della Garoe-Bosaso alla ricerca dei rifiuti tossici
La puntata di ieri sera dedicata al caso di Ilaria Alpi di Blunotte, il programma di Lucarelli in onda su Rai3, ha rilanciato la pista del traffico di rifiuti tossici e nocivi fra il nostro Paese e la Somalia come uno dei moventi più attendibili nell’omicidio della giornalista italiana e dell’operatore Miran Hrovatin. “Blunotte – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente – ha portato una serie di nuovi elementi che dovrebbero indurre il nostro Governo ad avviare, di concerto con le autorità somale, un’operazione di monitoraggio sotto il manto d’asfalto della strada tra Garoe e Bosaso alla ricerca di rifiuti tossici provenienti dall’Italia e che, secondo quanto riportato da diverse fonti, sarebbero stati interrati durante le fasi di costruzione dell’infrastruttura”.
Negli anni scorsi già le inchieste portate avanti dalla magistratura e dalle Commissioni parlamentari avevano individuato la pista dell’interramento dei rifiuti tossici. In seguito le ricerche in loco effettuate da Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana, avevano rilevato presenze di cospicue masse metalliche sotto l’asfalto della strada. Sarebbe necessario approfondire quelle ricerche e per questo il Comitato per la verità sulle navi dei veleni già da tempo ha predisposto un progetto che prevede la caratterizzazione dei siti d’indagine.
“Si tratta – ha continuato Venneri – di un’operazione relativamente semplice con le tecnologie a disposizione. Per questo ci rivolgiamo al Governo italiano, in particolare al Ministro degli Esteri e a quello dell’ Ambiente, perché si attivino per avviare una sacrosanta opera di verità su uno dei misteri d’Italia squarciando il velo di silenzi e omissioni che getta un’ombra di discredito sul nostro Paese”.
Il caso di Ilaria Alpi è stato riportato alle cronache nei giorni scorsi in seguito al ritrovamento del relitto di una presunta “nave dei veleni” sui fondali di fronte a Cetraro e alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Francesco Fonti, che ha indicato nell’attività di cooperazione fra il nostro Paese e la Somalia un tramite per lo scambio fra rifiuti tossico-nocivi e armi. Su questo probabilmente stava lavorando Ilaria Alpi quando venne uccisa in circostanze mai completamente chiarite. Il suo certificato di morte sarebbe stato poi sequestrato durante una perquisizione nella villa dell’ing. Comerio, uno dei principali protagonisti nelle inchieste sulle “navi dei veleni”. Allegato agli atti dell’inchiesta sulla Rigel, nella cancelleria della Procura di Reggio Calabria, quel certificato si è scoperto recentemente essere stato trafugato.
