Diciannove anni fa veniva assassinato Libero Grassi

August 30, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Mafia 

11/04/1991 intervista a samarcanda a Libero Grassi

Libero Grassi muore per mano della mafia il 29 agosto 1991. Diciannove  anni fa.

Dopo aver avuto alcuni problemi con la fabbrica di famiglia, viene anche preso di mira da Cosa nostra, che pretende il pagamento del pizzo. Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi alle richieste di racket della mafia, e di uscire allo scoperto denunciando gli estorsori. I suoi dipendenti lo aiutano facendo scoprire degli emissari, ma la situazione peggiora.

La condanna a morte di Grassi arriva con la pubblicazione sul Giornale di Sicilia di una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti della mafia. La sua lotta prosegue in televisione, intervistato da Michele Santoro a Samarcanda su Rai Tre, e anche su una rivista tedesca colpita dal suo comportamento positivo volto a denunciare i mafiosi. Per questo fu assassinato, il 29 agosto 1991. Il 20 settembre 1991, Santoro e Maurizio Costanzo dedicano una serata televisiva a reti unificate (Rai Tre e Canale 5) alla figura di Libero Grassi.

Per il suo omicidio sono stati condannati nel 2004 vari boss, tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pietro Aglieri.

Intercettazioni: Peter Gomez sulle intercettazioni dà una lezione a marco taradash – omnibus 24 maggio 2010

May 31, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Intercettazioni 

Il giornalista del “fatto quotidiano spiega le ragioni per il quale il ddl sulle intercettazioni è solo una copertura all’attuale sistema di corruzione da parte della classe politica e della “cricca”. gomez trova il tempo per dare una lezione di giornalismo pulito ad un disorientato taradash

Chi è Peter Gomez
Inviato de L’Espresso, ha lavorato a Il Giornale ai tempi di Indro Montanelli e a la Voce. Collaboratore di MicroMega. Negli ultimi 15 anni ha seguito tutti i principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Autore di decine di scoop è passato dalla cronaca giudiziaria al giornalismo investigativo. I suoi saggi, la maggior parte dei quali pubblicati con Marco Travaglio compaiono spesso nelle classifiche dei libri più venduti. Dal 2009 collabora con Il Fatto Quotidiano.

De Magistris: “Berlusconi è tessera P2 1816 e sta attuando il piano di Gelli” -Annozero -11/06/2009

April 10, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Loggia massonica P2 

De Magistris: “Berlusconi è tessera P2 1816 e sta attuando il piano di Gelli” -Annozero -11/06/2009

Piano di rinascita democratica
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il cosiddetto piano di rinascita democratica[1], parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.

I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde

« …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »

In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di

« …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro… »

Il piano è stato ritrovato e sequestrato nel 1982 in un doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio Gelli, maestro venerabile della loggia P2, assieme al memorandum sulla situazione politica in Italia. È stato pubblicato negli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2 [2].

Attuazione
Sebbene la P2 sia stata scoperta, alcuni punti del piano sembra che abbiano comunque trovato realizzazione negli anni seguenti: a livello istituzionale, di assetto economico nel mondo imprenditoriale e soprattutto a livello mediatico.

Principali punti attuati o proposti:

La nascita di due partiti “l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale).” allo scopo di semplificare il panorama politico. Questi, a trent’anni di distanza, coinciderebbero rispettivamente con il Partito Democratico ed il Popolo delle Libertà. Il sospetto potrebbe trovare fondamento nel fatto che il leader del secondo partito, Silvio Berlusconi, era iscritto alla P2, nonché nella presenza di diversi piduisti in entrambe le formazioni politiche, sebbene la spinta propulsiva al cambiamento abbia avuto origine nel primo partito.
Controllo dei media. Il piano prevedeva il controllo di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all’epoca permesse solo a livello regionale) allo scopo di controllarle, e in questo modo influenzare l’opinione pubblica; nonché l’abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. Prima della scoperta della loggia questo aspetto era giunto a realizzazione con il controllo dei principali quotidiani e l’acquisizione di telemilano58 (poi Canale 5). Dopo la scoperta della loggia questo aspetto del piano sembra sia portato avanti dall’iscritto Silvio Berlusconi che ha acquisito altri due canali televisivi e allo stato attuale controlla direttamente o indirettamente alcune testate giornalistiche e la RAI.
Progetto Bicamerale del 1997 (Commissione parlamentare per le riforme costituzionali).”ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR)” che coinvolse principalmente Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi, appunto i leader dei due maggiori schieramenti.
Riforma della magistratura: divisione tra ruolo del P.M. e del magistrato, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento. Tema nell’agenda politica dalla fine della Prima Repubblica e tuttora attuale. Si osserva che introdurre la responsabilità del CSM nei confronti del parlamento sarebbe tecnicamente una subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, e quindi verrebbe meno la separazione dei poteri. La modifica, infatti, necessiterebbe di una riforma costituzionale.
Riduzione del numero dei parlamentari[3]
Abolizione delle province. Trova corrispondenza nel programma elettorale di Forza Italia del 1994, 2001 e del Popolo delle Libertà del 2008, limitatamente alle province al cui interno vi sono “città metropolitane”; ma anche nel programma del Partito Democratico sempre per le elezioni del 2008[3].
Abolizione della validità legale dei titoli di studio. Nel programma di Forza Italia del 1994[3].
Licio Gelli sostiene che le coincidenze non sarebbero casuali.[4] Dello stesso avviso Mario Guarino, Sergio Flamigni[5] e Umberto Bossi[6].

È stato ipotizzato che l’attuazione possa essere stata facilitata dalla mancata epurazione degli iscritti alla P2 nelle varie istituzioni pubbliche (fatta esclusa magistratura[3] e Democrazia cristiana). Si sospetta, ad esempio, che i tre decreti legge sul radiotelevisivo (tra il 1984 e 1985) e la Legge Mammì, emanati per permettere a Fininvest di trasmettere (la legalità era discussa), siano stati facilitati dagli iscritti della P2 presenti nel PSI oltre che dallo stesso Craxi, indicato dal piano della P2 come uno degli esponenti politici con cui prendere contatti per l’attuazione del piano stesso.

Nel novembre del 2008 Licio Gelli afferma che Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio eletto nell’aprile 2008) è l’unico che può realizzare il Piano.[7] Con una certa ironia, inoltre, afferma che essendo alcuni punti in attuazione, Berlusconi gli dovrebbe dare il copyright [8]
Il piano prevedeva modifiche urgenti, e a medio e lungo termine.
la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari).
Il secondo punto trova apprezzamento in alcune dichiarazioni del Popolo della Libertà[9]. Nel 1987 un referendum approvato dall’86,70 percento dei votanti [10] ha chiesto di introdurre la responsabilità civile anche per i magistrati, ma secondo i proponenti il risultato referendario è stato largamente disatteso dal Parlamento [11]

Modifiche riguardo il Governo
la “legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri” (Cost.art.95) per determinare competenze e numero (ridotto) dei ministri, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari;
riforma dell’amministrazione (relativa agli artt. 28, 97 e 98 Cost.) fondata sulla teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa (che diviene personale, attraverso l’istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
Provvedimenti economico-sociali
eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (eccettuato il 2 giugno, il Natale, il Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall’estero (misura più che realizzata, sotto forma di condono detto “scudo fiscale”, dai governi Berlusconi II e IV);
TV e stampa
immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
Provvedimenti a medio e lungo termine
Ordinamento giudiziario:
unità del Pubblico Ministero con gli altri magistrati (nell’ordinamento vigente, invece, il P.M. è distinto dai Giudici, a norma della Costituzione – articoli 107 e 112);
riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile.
Ordinamento del Governo:
modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all’inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso l’elezione del successore;
Ordinamento del Parlamento:
nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari – ex magistrati – ex funzionari e imprenditori pubblici – ex militari ecc.);
Ordinamento di altri organi istituzionali:
Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI.
Il ruolo della stampa:

« che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L’Europeo, L’Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata. »

Infine era previsto il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica con il passaggio, tra l’altro, del comando delle Forze Armate nelle mani del Ministero dell’Interno.

Monologo di Luttazzi RaiPerUnaNotte

March 29, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Più di 125mila accessi contemporanei su raiperunanotte in streaming

Grazie a tutti voi abbiamo creato il più grande evento web della storia italiana

Grazie a tutti

http://live.raiperunanotte.it/

In tre milioni voltano le spalle alla Rai dei servi
contributo inviato da Redazione Il Fatto Quotidiano il 27 marzo 2010
Raiperunanotte : 13% di share sulle tv. Santoro: “Il sito dell’evento è stato il quinto più visto al mondo. Se ci vogliono cacciare devono passare sopra tutta questa gente”. E Masi prepara la vendetta

di Antonio Massari e Silvia Truzzi

Il balletto dei dati comincia in una mattinata bolognese mite solo nell’aria, stanca di sbadigli dei reduci della notte al Paladozza. Molto vento attorno e mica è un’annotazione climatica. La Rai, dopo aver agitato anche lo spauracchio della violazione del diritto di esclusiva che vincola Santoro all’azienda, organizza la controffensiva. Intanto diffonde i dati alla maniera della questura di Roma: il pallottoliere con l’aiutino. Stavolta il calcolatore però funziona al ribasso.

Piccolo scherno. La serata, secondo l’azienda, sarebbe stata seguita su SkyTg24 da 450 mila telespettatori, pari al 2,03% di share e su Current da 540 mila telespettatori (2,4%). Su RaiNews24, che trasmetteva l’evento in differita – grazie alla lungimiranza del Cda – i telespettatori sarebbero stati 200.450, pari all’1,6% di share. Ma nel primo pomeriggio Santoro, Travaglio e lo staff di Annozero, ospiti dell’Fnsi a Bologna, convocano i colleghi: l’Auditel dell’evento si attesta sul 13%, “pari a circa tre milioni di spettatori”. Sky avrebbe ottenuto più del 6% (anche se le cifre non sono complete: canali come YouDem non vengono monitorati). Current si attesta sul 2,50%, percentuale più o meno simile a quella di SkyTg24. La quota restante va a RaiNews24. Il rimanente 7% di ascolti se l’è preso il network delle televisioni locali: “La sola Telelombardia – ha spiegato Santoro – ha avuto 300 mila ascoltatori di media e un milione di contatti. Telelombardia, in Lombardia, ha avuto 3 volte l’ascolto di RaiDue”. Le “conseguenze dell’amore” sarebbero un’emorragia del 10% di ascolti per le reti Rai e Mediaset. E comunque i dati sono difficili da decifrare. “Il dato andrebbe valutato nella sua complessità”, spiega Santoro. “Siamo andati in onda su piattaforme differenti, che spaziano dal digitale a Internet e quindi questo 13% rappresenta una valutazione pessimistica rispetto alla portata reale dell’evento. Un evento che è paragonabile a una scossa tellurica nel sistema televisivo italiano. E l’Auditel non ha gli strumenti adatti per verificare la vastità di questo terremoto”.

A gonfie vele. Navigando, navigando: i numeri televisivi sono una parte – e non la più importante – della questione. I dati del Web faranno la differenza. “Il sito di Raiperunanotte è stato il quinto più visto al mondo: storicamente l’accesso più importante in Italia”. Il tutto senza considerare le altre piattaforme digitali che hanno mandato in streaming l’evento. Filtrano alcune – prime – cifre dei contatti: 700 mila alla pagina web Tg3, 350 mila sul sito di Repubblica, 80 mila utenti unici su Current, 30 mila i singoli utenti sul sito di Youdem. Mentre su Twitter sono arrivati 5700 messaggi taggati @raiperunanotte (in media 2 al secondo), portando questa tag a essere ieri una delle più utilizzate giovedì in Europa. Duecentomila i contatti all’edizione on-line del Fatto, 50 mila gli spettatori dal nostro sito. Ma sono tutte ancora cifre provvisorie. “Potremo fare un bilancio corretto soltanto nei prossimi giorni. Comunque mi pare che già si possa dire che siamo di fronte a una tv, in Internet, in grado di sfidare emittenti come La7″.

Dopo la matematica, le opinioni. E quindi questi numeri, ancora imberbi, che cosa ci dicono? “Ieri abbiamo dimostrato che il pubblico continua a esistere anche quando un programma viene chiuso. Il canone smette di essere solo una tassa e diventa l’affermazione del diritto di dire la propria opinione su quello che la televisione pubblica deve mostrare”. O oscurare. Il vento, appunto, si sente: da viale Mazzini arriva a Bologna. Ed è l’eco minacciosa di un dossier lungo otto anni e di un ipotetico Cda ad personam. A quanti vorrebbero una sua uscita dalla tv di Stato, Michele Santoro promette battaglia: “Noi apparteniamo alla Rai. Siamo un potenziale dell’azienda che può essere utilizzato per il servizio pubblico. Se poi qualcuno intende ingaggiare con noi la battaglia finale, noi l’affronteremo. Per cacciarci dovranno passare sul nostro corpo. Che non è soltanto il mio o quello di Travaglio, ma è anche quello di tutta la gente che ieri era presente dentro e fuori, oltre alle 250 mila persone in piazza”.

Ci sarà un seguito di Raiperunanotte? Il giornalista di RaiDue sembra propendere per l’esperimento isolato: “L’iniziativa di ieri, per come è stata realizzata, è un unicum. Ma non finisce qui: “Dal punto di vista spirituale no. La prossima volta lo faremo al Colosseo. Potrebbe essere una bellissima sfida: l’imperatore contro i gladiatori. Però se i gladiatori vincono, l’imperatore se la prende in saccoccia”. C’è tempo anche per tornare sul conflitto d’interessi, tema dell’editoriale d’apertura al Paladozza. “Chi deve uscire dalla Rai è Berlusconi che ha dimostrato di saper fare la televisione privata. Non certamente noi. Ha già tre reti televisive e non mi sembra debba avere anche la Rai. Quando è sceso in politica disse che non avrebbe toccato neanche una pianta, invece non solo sta tagliando le piante ma sta arando il giardino estirpando quanto c’è di buono. Le sue televisioni sono ansimanti. Mediaset fa fatica a stare sul mercato. È lui che dovrebbe stare zitto. Noi lo rispettiamo come presidente del Consiglio, ma non come imprenditore televisivo che vuole fare i suoi interessi nella televisione pubblica”.

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo

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